L'olio d'oliva è uno dei nostri prodotti più rappresentativi. L'Italia, infatti, oltre a figurare tra i principali produttori ed esportatori, è il primo paese al mondo consumatore importatore di olio di oliva. Oggi i consumatori italiani sono diventati sempre più esigenti e alla continua ricerca della qualità. Ma vediamo da cosa dipende la qualità.

Italiani esigenti alla ricerca della qualità

L'olio d'oliva rappresenta per tradizione alimentare uno dei prodotti fondamentali dell'agricoltura mediterranea, di indiscusso valore nutrizionale per la composizione chimica e le caratteristiche organolettiche, esaltate dal suo impiego come condimento.

Gli italiani sono oggi diventati più esigenti sulla qualità orientandosi in particolare verso l'olio di oliva extravergine. Sapore, genuinità e salute sono i motivi di fondo della loro scelta, anche se la fiducia riposta dal consumatore nell'extravergine non sempre viene ripagata dal prodotto posto in commercio.

In effetti la qualità di un olio di oliva dipende da molti fattori:

  • la cultivar
  • lo stato dell'olivo e del frutto al momento della raccolta
  • la tecnologia seguita nella produzione e nella trasformazione
  • le condizioni di conservazione

Per questo è importante approfondire i concetti di qualità e riconoscere gli elementi che la determinano: sono proprio questi i fattori che influiscono sulla qualità degli oli, ed è lì che si gioca il futuro dell'olio d'oliva nella capacità di proporla ai consumatori.

Come riconoscere un olio di qualità?

Bisogna stare attenti al sapore, al colore e alla densità per essere certi si tratti di olio extra vergine d'oliva. Ce ne parla il produttore Andrea Gradassi, che ricorda come nessuno di questi tre elementi, da solo, basti a garantire la qualità: è la loro coerenza d'insieme a raccontare come è stato ottenuto l'olio e con quale cura è stato trattato dopo la spremitura. Anche per questo riconoscere un buon olio extravergine di oliva richiede un po' di attenzione in più al momento dell'acquisto.

L'olio nelle civiltà mediterranee

In tutte le civiltà del bacino mediterraneo, l'olivo è stato sempre tenuto come un albero sacro e l'olio estratto dai suoi frutti veniva utilizzato non solo come alimento ma anche a scopo religioso e rituale. Gli Egizi lo consideravano un dono degli dei, i Fenici lo diffusero con il loro commercio definendolo oro liquido, i greci e i romani lo usavano per scopi medicamentosi e come combustibile nelle lampade votive, gli ebrei lo adoperavano per ungere il loro re, i cristiani da sempre lo impiegavano nei riti più significativi.

Le origini dell'olivo si confondono con quelle della civiltà del Mediterraneo: pianta e olio sono stati rivestiti di una sacralità che accomuna la mitologia greca al Corano, passata dalla Bibbia alle pagine del Vangelo.

In effetti l'olio di oliva, l'unico alimento fondamentale che derivi da un frutto, si può considerare un concentrato di ricchezza tale che agli uomini del terzo millennio avanti Cristo doveva naturalmente sembrare avere origine divina.

Rif. "L'Ulivo, l'olio e la Daunia – un percorso di qualità"